La storia delle seedball

Girano voci che fanno risalire le seedball all’era dell’antico Egitto: a quanto si dice venivano utilizzate dopo le alluvioni primaverili del Nilo.

Masanobu Fukuoka

Attualmente possiamo farle risalire con certezza al decennio del 1940 a Masanobu Fukuoka, un contadino e filosofo giapponese. Fukuoka era un sostenitore ed il creatore dell’”agricoltura del non fare” che si basa su alcuni principi: nessuna lavorazione, nessun concime chimico o compost, nessun utilizzo di prodotti chimici.

Intorno al 1940 reinventò le palle di semi con l’argilla a cui venne attribuito il nome di Nendo Dango che in giapponese significa palle di terra. Il loro utilizzo serviva per favorire la riforestazione in alcune zone del continente asiatico con tendenza alla desertificazione.

Nel decennio del 1970 nacque un gruppo di nome Green Guerrilla, ormai diventato un movimento culturale con il nome di Guerrilla Gardening. Questo gruppo adottò le Nendo Dango e iniziò ad utilizzarle in contesti urbani, con la volontà di attuare una sorta di riqualificazione verde. Fu questo il periodo in cui si iniziò ad utilizzare il nome di seedball o seedbomb.

Attualmente le seedball si sono estese al pubblico e non sono rare le iniziative collegate alla creazione e alla distribuzione di queste sfere di terra. Oltre al grande pubblico, l’utilizzo di seedball si è esteso ad enti governativi. Un esempio è la Thailandia che in questi anni sta bombardando con specie autoctone alcune aree degradate appartenenti alle proprie province, questo perché l’utilizzo della semina aerea permette di coprire grandi aree in un breve lasso di tempo e con un costo moderato rispetto ai metodi tradizionali.

La nostra speranza è quella che in futuro si usi sempre di più questa tecnologia, tanto antica quanto ingegnosa, per la riforestazione di aree che hanno subito incendi o devastazione. I benefici dell’uso delle seedball, infatti, sono innumerevoli ed è in questa direzione che spingono le nostre ricerche.